Il gioco delle sedie.




Sono passate 4 settimane dal mio rientro in Italia. In questo periodo, a parte ingrassare, la mia principale occupazione è stata girare l’Italia da nord a sud per rivedere amici e persone che, in un modo o nell’altro, mi mancavano.

Ho ascoltato i loro discorsi, parlato con loro del futuro. Discusso riguardo la politica, il lavoro, l’innovazione, gli investimenti.

Cosa ho notato di diverso? Che cosa è cambiato?
Un anno è breve, dopotutto. In un anno le cose non cambiano radicalmente, ma cambiano abbastanza da essere notate anche da un occhio non troppo attento.

Vivere in Italia ormai è come giocare al gioco delle sedie.
Per chi non lo conoscesse, il gioco delle sedie è quel gioco in cui si corre tutti insieme intorno ad un cerchio  di sedie. Improvvisamente, non appena la musica si ferma, ognuno deve correre e sedersi il prima possibile in una delle sedie libere. Uno resta fuori, ad ogni turno. Sempre una sedia in meno. E una in meno. E una in meno.

Io non dico una poltrona, ma una sedia. Ormai in pochi possono permettersi una poltrona. Non è chiedere un posto fisso, ma è chiedere un posto a volte.

Sul blog dell’Adci trovate una mia lettera. È dedicata a chi si è stancato di giocare al gioco delle sedie.


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2 commenti:

José María Souza Costa ha detto...

Invito - italiano
Io sono brasiliano.
Dedicato alla lettura di qui, e visitare il suo blog.
ho anche uno, soltanto molto più semplice.
'm vi invita a farmi visita, e, se possibile seguire insieme per loro e con loro. Mi è sempre piaciuto scrivere, esporre e condividere le mie idee con le persone, a prescindere dalla classe sociale, credo religioso, l'orientamento sessuale, o, di Razza.
Per me, ciò che il nostro interesse è lo scambio di idee, e, pensieri.
'm lì nel mio Grullo spazio, in attesa per voi.
E sto già seguendo il tuo blog.
Forza, pace, amicizia e felicità
Per te, un abbraccio dal Brasile.
www.josemariacosta.com

giuppylicious ha detto...

Ho letto la tua lettera. Condivido, anche se sono "solo" a due ore da casa.
Ma in Australia ci sono stata e l'ho adorata.
Adesso pian piano mi metto a leggere il tuo blog.

Cheers!
G.

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