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La più giovane Social & Emerging media strategist del mondo

Quando c'è da punzecchiare, punzecchio. Quando devo ringraziare, ringrazio.
NinjaMarketing ha tradotto dall'inglese un interessante intervista a Rosie Siman, la più giovane Social & Emerging media strategist del mondo, attualmente in stanza alla Saatchi&Saatchi di NY.

Mi sono permesso di evidenziare in corsivo qualche punto che sento particolarmente mio, e che spero più gente possibile cominci a condividere.




Dove sei adesso?

Sull’aereo, tornando da SXSW. Sembra lo Spring Break per adulti, troppo bello.

Qual è il tuo posto preferito per fare una colazione di lavoro?

Ci sono poche cose che possono tirarmi giù dal letto verso una colazione di lavoro, ma Lowcountry ha dei biscotti deliziosi.. ed anche un bloody mary al bacon…

Qual è stato il tuo primo lavoro?

Ho lavorato per l’impresa di entertainment branding di Steve Stoute e Jay Z, Translation. Mi sono unita a loro proprio poco prima della recessione ed organizzavamo le feste “Summer Soiree” sul tetto con Jay Z ed i suoi amici quasi ogni venerdì.. mi sembrava di vivere un sogno. Durante il mio tempo lì, abbiamo convinto Wrigley a pagare Chris Brown per fargli scrivere una canzone che in qualche modo incorporasse il brand. “Forever” mi insegue da allora.

Come pensi si possa fare per mantenere motivato il talento nella nostra industry?

Credo che tutto dipenda dalla capacità di dare alle persone l’opportunità di essere ispirati! Troppo spesso giudichiamo il valore in base a quanto le persone restano in ufficio, o se lavorano durante i week end. Mi piacerebbe vedere le aziende incoraggiare i propri impiegati ad allontanarsi dalle proprie scrivanie e ad esplorare le città in cui si trovano. [Se sei a New York, ti consiglio vivamente Sleep No More di Punchdrunk per un po’ di ispirazione al di fuori del lavoro!] E smettiamolo poi di essere così negativi sulla pubblicità. Diamo a noi stessi ed a quelli intorno a noi il permesso di sentirci ispirati ed eccitati per le cose che facciamo.

Cosa ti motiva?

Sono costantemente motivate da tutte le cose cool che stanno avvenendo nel nostro settore. C’è del lavoro stupendo prodotto e c’è il desiderio naturale di voler essere parte di qualcosa di grande.

Cosa ti eccita della prossima decade?

Sono curiosa di vedere come si evolveranno le comunicazioni tecnologice e digitali. Posso dire che sono eccitata al pensiero del maggior potere che avranno i giovani? Credo che ci siano delle persone molto intelligenti nel nostro campo che sono limitate da adutli, o persone al potere che non si interessano realmente del digital. Per la fine della decade, spero che non staremmo più parlando del tema “I media digital/social sono importanti?”

Cosa c’è sul tuo comodino?

Una lampada arancione, un orogolio, un iPad, un Kindle, una bottiglia di acqua minerale e qualche fumetto.

Se non lavorassi in questo settore, cosa staresti facendo?

Sia mio padre che mio nonno erano nell’industria discografica, quindi probabilmente sarei nell’A&R o nel management di qualche artista se non fosse per l’advertising. Ma in realtà non mi dispiacerebbe lavorare nel business discografico un giorno.

Con chi vorresti bere qualcosa?

Lady Gaga. Il mio ragazzo ed io non eravamo grandi fan, ma ci hanno regalato i biglietti per il suo show all’MSG e la performance è stata incredibile. Da allora non sono stata in grado di smettere di pensare a lei, alla sua artisticità ed alla sua creazione di fama. Gwyneth Paltrow è al secondo posto. Credo abbia fatto un ottimo lavoro ai Grammy ed essendo io di Nashville, l’ho apprezzata particolarmente in Country Strong.

Qual è la tua stravaganza più grande?

Caspita, non sono una persona molto stravagante. Potenzialmente, viaggiare. Adoro viaggiare. Ho dovuto smettere di usare Mint.com perché gli alert su quanti soldi stessi spendendo nei viaggi cominciavano a tormentarmi.



Fonte: Ninjamarketing

Fonte originale: Tangerine blog

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Without Fastweb


Sabato, come nel più classico dei film horror, è saltato Fastweb. E Dio disse che era cosa buona e giusta. E noi, in maniera buona e giusta, abbiamo imprecato per 2 giorni.

Oggi sembra quasi strano: scollegato dal mondo, nessuno ti vede, nessuno ti sente. Non so che fare. Ero talmente depresso che sono andato a comprare le tele e i pennelli. E ci tengo a dire che non so dipingere: faccio cose "concettuali". Nel senso che disegno la prima stronzata che mi viene in mente, e cerco di dargli un senso.

Non sono troppo diverso da molti artisti moderni.

Davanti ad una televisione annoiata almeno quanto noi, ci siamo chiesti cosa facessero gli studenti universitari una ventina di anni fa. Canne, alcool, sesso. Sesso, alcool, canne. Mezza pagina di studio. Poi Canne, alcool e sesso. In un certo senso Internet mi ha salvato. In un certo senso che cazzo, fanculo internet. Era meglio quando si stava peggio.
Tutto questo perchè Mark Zuckerberg era universitario, ma fuori dal circolo vizioso sopra citato. Niente Bunga Bunga e tutto il resto. Così deve aver pensato: "Ma io sono 3 volte più intelligente brillante e cazzuto degli altri, ma scopo la metà. Stai a vedere che ti invento una roba in cui i nerd sembrano fighi e i fighi degli sfigati. Una roba che se metti una foto con gli occhiali grandi, e scrivi qualcosa di interessante magari becchi qualcosa di più di quel copridivano della mia vicina di banco." E ci ha rivoluzionato la vita. Ora comanda tutto lui. Addio alle donne moleste, gli adoni, e il circolo vizioso. Vige la democrazia del geek.

Ora, buone donne, la prossima volta che beccate un tipo come questo. Anche se è bruttino, mozzarelloso, poco interessante e anche molto sfigato, dategli comunque un bacetto e tanta buona erba. Si sa mai che vi inventa Diaspora e mettono al bando anche i bar.


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Ninja Marketing e le nuove frontiere dello spam.

Quando ho cominciato ad avvicinarmi a questo lavoro consultavo quotidianamente una decina di blog per tenermi informato sugli ultimi trend di comunicazione. Ninjamarketing.it era tra questi. Con il tempo le mie fonti di informazione e gli strumenti con cui giudico i vari articoli sono cambiati, ma di tanto in tanto torno a dare un'occhiata a qualche articolo dei Ninja.

Qualche giorno fa, cazzeggiando allegramente in giro per la rete come di mio solito, mi è capitato di imbattermi in questo:



Ohoh. Ma quell'Alex Giordano è lo stesso esperto di comunicazione, trendsetter, blogger di successo e docente di Marketing non convenzionale che sta dietro a Ninjamarketing.it? E mi cade in fallo ben 3 volte nel giro di 3 post?


1. Per promuovere un corso di formazione fa spam nel Wall di ThecoolHunter, probabilmente alcuni tra i migliori blogger di coolhunting del mondo che, ovviamente, non mancano di riprenderlo. (Lo spam è una delle cose più fastidiose e deleterie oltre che una cattiva abitudine).

2. Si giustifica cercando di farlo passare come consiglio, ma non fa altro che peggiorare le cose.

3. Chiude con un errore di inglese maccheronico che non farebbe nemmeno mio padre (e fidatevi che mio padre è una capra in inglese).

Non voglio condannare nessuno, un errore capita a tutti. Sarei io il primo ipocrita: il bue che dice cornuto all'asino. Io che sparo cazzate dalla mattina alla sera e che faccio errori su errori. C'è solo una piccola differenza.

Io non mi propongo come guru della nuova comunicazione, nè vendo corsi di formazione in Social Media Marketing, Trend Reserch o Sticazziquantosiamoavanti. A più di 500 euro a capoccia per giunta.

Sceglietevi bene i vostri maestri.
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"Levati di Culo!"

Mi ricordo una delle signore che abitava su per il mio vicolo, da piccolo. Quando gli giocavo tra i piedi o disgraziatamente facevo cadere il mio pallone sotto la sua sedia "da chiacchiera" si imbestialiva. E lì, dopo un paio di sbuffate, partiva il suo "E leati di'hulo!", che sarebbe, tradotto in italiano, "Sparisci".

Atrapalo, agenzia di viaggi sul web, ha creato una campagna web con tanto di applicazione (tra l' altro molto bella) sullo stesso concetto. Con un gentile "leati di 'hulo!" viene consigliato a qualche tuo amico/amica/ragazza/capo di andare a farsi un giro un po' dove vogliono, sfruttando ovviamente i servizi che Atrapalo offre. "Carino" il video(metto le virgolette a proposito), ma molto più interessante l' operazione sui social. Fateci un giro se vi capita, e mandate a quel paese quel qualcuno.


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Twitter Payment



In vacanza ho anche studiato. Non sto scherzando.


Da quando ho sentito la mia vicina di casa ( 57 anni ) discutere animatamente sulle qualità di facebook, twitter e il fatto che così può farsi i cazzi di tutti quanti in una volta sola non ho potuto ignorare. Così, armato del libro di
Massimo Carraro "Un etto di Marketing", di materiale scaricato da internet e di tanta buona volontà, ho approfondito tutto l' argomento fino a trarne mie conclusioni.

Dato che non ho nè il tempo nè la forza di speigarle tutte insieme, comincerò con il parlare di uno strumento che ha moltissime potenzialità: il
Twitter payment.


Si tratta di una forma di pagamento sociale che mette l’ accento sulla forza del passaparola e non sul ricavato stesso di uno scambio. La transazione si svolge come un normale scambio, ma il denaro in questo caso è il valore del network della persona che paga.

Infatti, a seguito della transazione, non avremo qualche centesimo in più nelle nostre tasche, ma potremo contare sul fatto che centinaia di persone leggeranno nel proprio Wall il “Tweet“ di chi ci ha pagato.

“Pagare con un Tweet è una modalità di pagamento sociale: le persone pagano con il valore della propria rete sociale e semplicemente ogni volta che qualcuno paga con un tweet, non fa altro che condividere e comunicare a tutti i propri follower, contatti o lettori informazioni sul prodotto che ha comprato. Eccezionale, quanto semplice.” cit. Fabio Lalli

Ora, per provarlo voi stesso,
ho messo a disposizione un libro per bambini scritto da me e dal mio amico art director Umberto Pilotti quando eravamo ancora studenti in erba. Vi prego di non mettere l' attenzione sul contenuto che vi sto offrendo (seppur rispettabile nella sua modestia), ma nel metodo di pagamento con cui procederete. Per farlo vi basterà cliccare nel pulsante qui sotto.



Pensate alle giovani band che vogliono condividere i propri contenuti, agli autori, ai Dj's, ai brand che potrebbero offrirvi coupon sconto solo in cambio di un tweet. Citando un mio amico completamente distante da ciò che la rete offre:
"OH, ma è na figata sto ueb! non si paga un cazz!"

Link: http://www.paywithatweet.com/
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The facebook Economy

Anche se sapevamo già tutto, impostata così graficamente questa immagine fa pensare, soprattutto dopo aver dato una letta a questo.




facebook-economy
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Che diavolo sono i social media?

Esistono già migliaia di slide esplicative e milioni di parole spese per descrivere ad ogni cliente che vuole investire nei nuovi media il COME deve farlo. Sarà che a me il video è sempre piaciuto di più, ma questo filmato lo preferisco a tutti. Vi consiglio di inviarlo ad ogni responsabile marketing del nostro belpaese.

Magari prima aggiungete i sottotitoli, non si sa mai che vi chieda "Cl'è quela roba lì".

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Facebook più grande di Google?


L' ho capito per la prima volta quando ho visto un paio di amici che avevano come homepage Facebook.

Avevo la certezza che prima o poi sarebbe successo, e anche se stiamo parlando di ricerche Inglesi, credo che prima o poi seguiremo la scia anche in Italia. Facebook sorpassa Google nel mese di Maggio come numero di visite, se la giocano invece per le Pageviews.

Oltre ad un semplice e freddo dato, riporto anche la mia esperienza di pubblicitario come utilizzatore di entrambi i sistemi di promozione: Facebook Ads e Google Adwords.
Il grande impero del motore di ricerca fornisce indubbiamente a noi copywriter/mediaplanner/account/ecc ecc una serie di strumenti indispensabili e di facile utilizzo per progettare una campagna online, MA. C' è Sempre un ma. Il sistema delle keyword non permette di definire un "target", ma una serie di parole che tendenzialmente quel target userà per scontrarsi con il nostro prodotto.
Una serie di vocaboli o frasi che stai cercando, ma che non necessariamente disegnano ciò che ti interessa o vuoi comprare.

Facebook Ads al contrario permette la definizione di un target estremamente preciso. Età. Posizione Geografica. Interessi. Grado di istruzione. Nome della mamma. Quante volte vai al bagno in un giorno. Un analisi talmente precisa che può arrivare a sfiorare centinaia di migliaia di perfetti consumatori( o consumAttori ) perfettamente in linea con il nostro prodotto. Qui è la forza. Qui è nascosto il gap che, secondo me, tra non molto permetterà al Social Network di fare il passo, nella speranza che anche in Italia qualcuno si accorga del
Social Media Marketing e lo prenda un pò più sul serio. MA, c' è anche qui un Ma. Il Ctr medio di una campagna su Facebook è in genere più basso di una campagna su Google (parlo nella mia esperienza ), quindi può darsi che tutto il discorso che ho fatto fin qui sia una stronzata colossale.

P.s. Le mie sono opinioni discutibili, oltre che imprecise. Se qualcuno ha idee differenti o ne mastica di più non esiti a bastonarmi/rispondere/discuterne. Voglio che più che un post, questa sia presa come una provocazione a dire la vostra dato che ormai, volenti o nolenti, tutti ci troviamo in mezzo.
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Un fan per 3 dollari.


Vi riporto un articolo in inglese che ho pescato in giro per la rete (
Thank you Sahan ). Può ogni fan di una facebook page valere 3 dollari all' anno in base al CPM (costo di visualizzazione per mille impression)?

Social media marketing platform company Vitrue has determined that the average value of a Facebook ‘fan’ is about $3.60 in equivalent media each year. This calculation is based on having one million Fan Page fans, and is not weighted for brand recognition.

In some figures published in
AdWeek, Vitrue revealed how they determined this per-fan value. They made their findings based on the aggregated fans of their client base for their Wall Apps Facebook applications, which is part of their SRM (Social Relationship Manager) software suite. Collectively, Vitrue’s clients have 41M Facebook Fan Page fans. Their study results show that companies with a fan base of 1M find an average return of $3.60 per fan in the form of “equivalent media,” spread out over a year.

The numbers work like this. If a brand posts to their Facebook Fan Page twice a day and have a million fans, that’s 60M impressions per month in the collective “news feed”. Vitrue used a figure of $5 CPM (Cost per Mille, aka Cost per thousand impressions), so 60M impressions would result in $300K/month of media value. I.e., what the brand might have to spend elsewhere to get the same eyeballs. That $300K /month is $3.6M/ year, meaning that with 1M fans, the average value is $3.6 per fan.

These numbers are just averages, but the general statistic is important to those who need to measure social media metrics. Brand notoriety seems to play a part in whether all companies realize the $3.60/ Facebook fan value, or go above or beyond. E.g., a popular brand might get additional impressions from the Facebook news feed, partly because of fans sharing information with friends.

If you want to learn more about Facebook Page-related promotion opportunities, have a listen to our sister site MediaBistro’s podcast interview with Vitrue CEO Reggie Bradford, from early Mar 2010.


Fonte: All facebook


Non sono d' accordo essenzialmente per 3 motivi:

1) La visualizzazione tra i feed naturali non ha lo stesso valore che una visualizzazione in un banner

2) Chi ti assicura che ad ogni fan compaia il tuo feed?

3) In mezzo alla gran quantità di merda che gira sul social network per eccellenza credo che la possibilità di essere notati sia molto più relativa.


Vorrei qualche commento da parte di chi ne mastica qualcosa. Che ne pensate?

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